Elvio Chiricozzi

Nulla è rimasto immutato fuoché le nuvole. Suono per nuvole

03/12/2015

Galleria Davide Paludetto - Torino

Catalogo

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Estratto dal Catalogo

Settembre 2015

Definirei Elvio Chiricozzi l’ultimo dei Romantici ma il primo dei Realisti. Un affermazione mi rendo conto stridente, che però presa nei termini in cui la intendo può dimostrarsi illuminante, sia nella comprensione del linguaggio visivo che dei motivi concettuali di questa mostra e della sua intera ricerca. Nonostante la costruzione sintattica della definizione imporrebbe di circoscrivere in primis l’idea di “ultimo dei Romantici”, per escludere fin da subito un vizio mentale che ha deformato il concetto di Realismo, devo necessariamente stabilire cosa intendo per Realismo nell’accezione contemporanea del termine. Non si sta parlando di un Realismo di stampo storico-sociale o ideologico, di quello che rappresenta solitamente soggetti emarginati dalla società o si pone come obbiettivo quello di un incidenza nella svolta politica. Non si sta ascrivendo dunque Chiricozzi ad un artista politico-ideologico ne tantomeno ad un buon samaritano che si impegna per la sensibilizzazione nei confronti delle basse sfere emarginate della società. S’intende una forma di neo-realismo contemporaneo che tenta di soddisfare una necessità evidente nell’uomo dei giorni nostri e sempre più incalzante. Un bisogno di avere una verità assoluta, indiscutibile e universale. Una necessità di sapere che l’uomo non ha lo strapotere di poter mistificare e modificare a suo piacimento qualsiasi entità,arrivando a sostenere che la realtà esiste in quanto sua proiezione, e scadendo dunque in un relativismo generalizzato. Una necessità di conoscere qualcosa di autentico, vero, immutabile, unico. É evidente dunque che non si tratta di un realismo ridondante e anacronistico, ideologico, da salotto, ridicolmente “piagnone” o illustrativo.

É piuttosto un “Realismo Ontologico”, che si impegna a ricercare e studiare l’esistenza di un essenzialità universale della realtà. Il Realismo ontologico di Chiricozzi si manifesta dunque nell’osservazione e rappresentazione della natura come essenza, unica entità che veramente nel tempo “Non Muta”, come il volo degli stormi o l’eterno mutare delle nuvole. Una rappresentazione che, nel caso ad esempio delle due Nuvole in mostra, blocca il soggetto trattato in un istante preciso, ponendolo di fatto definitivamente fuori dalla morsa del tempo. Una rappresentazione che grazie all’utilizzo quasi monocromatico del colore, trasla il soggetto in un luogo-non luogo, in cui non vi è scansione temporale di giorno e notte, e la Nuvola è quindi immersa in una soluzione di immutabilità essenziale. Ma nella convinzione romantica di una realtà non soltanto osservabile razionalmente ma anche ascoltabile emotivamente e sensorialmente, Chiricozzi pone due pure essenze sonore ai lati delle nuvole in mostra.  Queste due tele dagli innumerevoli cromatismi di giallo, sono il simulacro di potenti vibrazioni, che impalpabili invadono di pulviscolari sensazioni emotive  l’atmosfera in cui il fruitore è coinvolto. E vengono i brividi sulla pelle, l’aria che si respira cambia temperatura divenendo più fresca o più calda, un’intensa luce primordiale vivifica e avvolge tutto intorno. E sentiamo di doverci sedere e fermarci un attimo, per respirare nella sua totalità questo sfuggevole momento di eternità esistenziale. Ed ecco dunque il lato Romantico che con la dicitura “Ultimo dei romantici” volevo sottolineare: l’atteggiamento di sfiducia nei confronti della realtà costruita dall’uomo, ovvero la società, la quale non è ambito di ricerca dell’essenza dell’essere in quanto è falsa, fragile e mistificata. O ancora l’opera come luogo di nutrimento spirituale e stimolazione sensoriale. In conclusione, Chiricozzi riesce in un impresa unica: raggiunge il giusto equilibrio tra l’osservazione razionale e filosofica  della natura nella ricerca di quell’essenza ontologica della realtà e la restituzione all’essere umano della capacità di conoscenza interna, intima, sensoriale ed emotiva, intuitiva. Spirituale.

Giovanni Damiani

 

 

 

 

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